LIVELLO DI ALLERTA GIALLO
Disequilibrio medio. Parametri di monitoraggio sopra valori di base
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Sintesi dell'ultimo bollettino mensile
Nel mese di marzo 2026 nell'area dei Campi Flegrei sono stati registrati 178 terremoti, con una magnitudo massima=2.4±0.3. Di questi, 164 eventi (92.13%) hanno avuto una magnitudo minore a 1.0 o non determinabile a causa della bassa ampiezza del segnale non chiaramente distinguibile dal rumore di fondo, 13 eventi (7.30%) hanno avuto una magnitudo compresa tra 1.0 e 1.9, e 1 evento (0.56%) ha raggiunto magnitudo 2.4. Sono stati localizzati 123 terremoti (~ 70% di quelli registrati), concentrati prevalentemente tra Pozzuoli, Agnano, l’area Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e nel Golfo di Pozzuoli, con profondità prevalentemente nei primi 3 km e e profondità massima di circa 9 km.
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, il fenomeno di sollevamento continua, con una velocità che negli ultimi mesi si è progressivamente ridotta. Da aprile 2025 e fino agli inizi di ottobre si è registrato un sollevamento del suolo con valore medio di circa 15±3 mm/mese . A partire dal 10 ottobre 2025 si è registrato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di circa 25±3 mm/mese. Dalla metà di dicembre 2025 si è registrata una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 15±3 mm/mese. Dagli inizi di febbraio 2026 si registra un’ulteriore diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 10±3 mm/mese.
Il sollevamento registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 163.5 cm da novembre 2005, di cui circa 25.5 cm da gennaio 2025.
I valori massimi di temperatura superficiale della serie temporale IR nelle aree di Pisciarelli e Solfatara mostrano andamenti stabili.
I parametri geochimici confermano i trend pluriennali di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale, mostrando un significativo aumento negli ultimi mesi. Il flusso di CO2 dal suolo misurato nella sola area target interna alla Solfatara si conferma, comunque, essere elevato, stimato in circa 1200 t/d, valori comparabili a quelli che si ritrovano nel plume di vulcani attivi a degassamento persistente.
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