LIVELLO DI ALLERTA GIALLO
Disequilibrio medio. Parametri di monitoraggio sopra valori di base

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Sintesi dell'ultimo bollettino mensile
Nel mese di agosto 2026 nell'area dei Campi Flegrei sono stati registrati 428 terremoti, con una magnitudo massima=3.4±0.3. Dei terremoti registrati , 378 eventi (88.3%) hanno avuto una magnitudo minore di 1.0 o non determinabile a causa della bassa ampiezza del segnale non chiaramente distinguibile dal rumore di fondo, 39 eventi (9.1%) hanno avuto una magnitudo compresa tra 1.0 e 1.9, 8 eventi (1.9%) hanno avuto una magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9 e 3 eventi (0.7%) hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Sono stati localizzati 281 terremoti (~ 66% di quelli registrati), concentrati prevalentemente tra Pozzuoli, Agnano, l’area Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e nel Golfo di Pozzuoli, con profondità prevalentemente nei primi 3 km.
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, il fenomeno di sollevamento continua, con una velocità che negli ultimi mesi si è progressivamente ridotta. Dalla metà di dicembre 2025 si è registrata una velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 15±3 mm/mese. Dagli inizi di febbraio 2026 si registra una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 10±3 mm/mese.
In concomitanza dell’evento sismico del 31 luglio di Md=4.7 e del successivo sciame, alcune stazioni GNSS nell’area centrale della caldera hanno registrato discontinuità nelle serie temporali. Gli eventi di maggiore energia dello sciame del 31/07 energia hanno generato diversi offset anche alle stazioni tiltmetriche e dilatometriche. Il sollevamento registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 168.5 cm da novembre 2005, di cui circa 31 cm da gennaio 2025, corretto per la discontinuità cosismica registrata il 31/07.
I valori massimi di temperatura superficiale della serie temporale IR nelle aree di Pisciarelli e Solfatara mostrano andamenti stabili.
I parametri geochimici confermano i trend pluriennali di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale. Il flusso di CO2 dal suolo misurato nella sola area target interna alla Solfatara mostra un valore tra i più bassi registrati negli ultimi mesi stimato in circa 1000 t/d, un valore comunque elevato e comparabile a quelli che misurati nel plume di vulcani attivi a degassamento persistente.
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