LIVELLO DI ALLERTA GIALLO
Disequilibrio medio. Parametri di monitoraggio sopra valori di base

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Sintesi dell'ultimo bollettino mensile
Nel mese di giugno 2026 nell'area dei Campi Flegrei sono stati registrati 377 terremoti, con una magnitudo massima=3.6±0.3. Di questi, 349 eventi (92.6%) hanno avuto una magnitudo minore di 1.0 o non determinabile a causa della bassa ampiezza del segnale non chiaramente distinguibile dal rumore di fondo, 25 eventi (6.6%) hanno avuto una magnitudo compresa tra 1.0 e 1.9, 1 evento (0.3%) ha avuto una magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9 e 2 eventi hanno avuto magnitudo ≥3.0 (0.5%). Sono stati localizzati 253 terremoti (~ 67% di quelli registrati), concentrati prevalentemente tra Pozzuoli, Agnano, l’area Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e nel Golfo di Pozzuoli, con profondità prevalentemente nei primi 3 km e e profondità massima di circa 4 km.
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, il fenomeno di sollevamento continua, con una velocità che negli ultimi mesi si è progressivamente ridotta. Da aprile 2025 e fino agli inizi di ottobre si è registrato un sollevamento del suolo con valore medio di circa 15±3 mm/mese . A partire dal 10 ottobre 2025 si è registrato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di circa 25±3 mm/mese. Dalla metà di dicembre 2025 si è registrata una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 15±3 mm/mese. Dagli inizi di febbraio 2026 si registra un’ulteriore diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 10±3 mm/mese.
Il sollevamento registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 166.5 cm da novembre 2005, di cui circa 28.5 cm da gennaio 2025.
I valori massimi di temperatura superficiale della serie temporale IR nelle aree di Pisciarelli e Solfatara mostrano andamenti stabili.
I parametri geochimici confermano i trend pluriennali di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale. Il flusso di CO2 dal suolo misurato nella sola area target interna alla Solfatara mostra un valore tra i più bassi registrati negli ultimi mesi stimato in circa 1000 t/d, un valore comunque elevato e comparabile a quelli che misurati nel plume di vulcani attivi a degassamento persistente.
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