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ISCHIA - Inquadramento

L'isola d'Ischia

Ischia è un'isola vulcanica ubicata sul bordo occidentale del Golfo di Napoli e copre un’area di circa 46 km2 con un’altezza massima di 787 m s.l.m. in corrispondenza del M. Epomeo.

Oggi la natura vulcanica dell'isola si manifesta in molteplici modi apprezzati dall'uomo tra i quali indubbiamente le acque idrotermali. Tuttavia nel corso della sua evoluzione geologica, e anche in tempi storici, l'isola è stata devastata da numerose eruzioni che la rendevano di certo un luogo poco ospitale. L'isola, infatti, è costituita principalmente da rocce vulcaniche e subordinatamente da depositi marini e depositi di frane, a testimonianza di una complessa storia geologica in cui si sono alternate fasi di costruzione a fasi di smantellamento prodotte dall'interazione di fenomeni vulcanici, vulcano-tettonici e di instabilità di versante (de Vita et al., 2006; 2010; Della Seta et al., 2012; 2015; Marmoni et al., 2017).

Il Monte Epomeo non è un edificio vulcanico ma piuttosto un blocco risorgente all'interno di una caldera originatasi in seguito ad una devastante eruzione avvenuta 55.000 anni fa: l'eruzione del Tufo Verde dell'Epomeo. La depressione calderica, riempita dei depositi ignimbritici dell'eruzione e da depositi rimaneggiati, fu invasa dal mare che alterò il tufo conferendogli la tipica colorazione verdastra prima del sollevamento che portò alla formazione del Monte Epomeo.

La risorgenza intracalderica che ha generato il blocco del Monte Epomeo è indubbiamente un fenomeno unico al mondo per l'entità del sollevamento: non è nota, infatti, altra caldera vulcanica sulla Terra in cui il blocco risorgente abbia raggiunto ben 900-1000 m di dislocazione verticale netta (Selva et al., 2019). La dinamica di tale fenomeno ha fortemente condizionato l'evoluzione vulcanologica dell'isola negli ultimi 50.000 anni, sia in termini di evoluzione morfologica che in termini di distribuzione dei centri eruttivi. In particolare negli ultimi 10.000 anni si è verificata un'intensa attività eruttiva alternata a periodi di quiescenza e periodi di forte instabilità gravitativa, causa di imponenti frane su gran parte dell'isola.

Negli ultimi 5.500 anni si sono avute almeno 45 eruzioni tra esplosive ed effusive che si sono attivate principalmente in centri localizzati nel settore orientale dell'isola. L'ultima di queste è l'eruzione dell'Arso, avvenuta nel 1302. Dopo l'ultima eruzione non si sono verificate condizioni che suggeriscano una ripresa dell'attività vulcanica o della risorgenza del Monte Epomeo anche se la presenza di fumarole, sorgenti idrotermali e sismicità storica (vedi terremoti di Casamicciola del 1883 e del 2017) indicano che allo stato attuale il sistema magmatico è ancora attivo. Anche i fenomeni franosi che interessano larga parte del territorio ischitano, in quanto risposta superficiale ad uno stato di disequilibrio gravitativo innescato da deformazioni profonde, sono una manifestazione della dinamica del sistema che va considerato ancora attivo.