ICONA Facebook666666 ICONA Flickr666666 ICONA Youtube666666

ISCHIA - Storia eruttiva

La caldera e la risorgenza

Le eruzioni che hanno generato la caldera di Ischia hanno prodotto almeno tre depositi ignimbritici trachitici, noti in letteratura con il nome di Tufo Verde del Monte Epomeo (56.500 anni), Tufi di Pizzone (61.000 anni) e Tufi di Frassitelli (Brown et al., 2008; Sbrana and Toccaceli, 2011).
Il collasso calderico causò lo sprofondamento della parte centrale dell'isola che venne invasa dall'acqua marina. I tre Tufi rappresentano i depositi di riempimento della caldera, essendosi in parte depositatosi in ambiente marino e in parte in ambiente subaereo, sull'isola aldifuori dei margini calderici.
Non appena formatasi, la depressione calderica divenne anche un bacino di sedimentazione per una fitta sequenza di depositi terrigeni, generati dal rimaneggiamento dei depositi vulcanici subaerei (Sbrana and Toccaceli, 2011).

Il blocco del M. Epomeo rappresenta uno tra i più evidenti e studiati casi di risorgenza intracalderica. Il sollevamento netto del blocco risorgente di circa 1000 m rappresenta un caso unico al mondo. L'area risorgente ha una forma poligonale risultante dalla riattivazione di faglie regionali e di nuove faglie legate alla vulcano-tettonica (Orsi et al. 1991; Acocella and Funiciello 1999). Il settore occidentale del blocco risorgente è bordato da faglie ad alto angolo, a direzione N-S, NE-SO e NO-SE che sono in parte troncate da faglie dirette più recenti, prodotte dal riaggiustamento gravitativo dei versanti del M. Epomeo.
L'area ad est del blocco risorgente è interessata da faglie dirette a direzione N-S, NE-SO e NO-SE che connettono la cima del M. Epomeo ad un'area di basso morfologico, attraverso blocchi dislocati differenzialmente (de Vita et al. 2006, 2010; Della Seta et al. 2012).
A nord del M. Epomeo i limiti del blocco risorgente non sono ben evidenti in quanto lungo la costa affiorano depositi marini a differente altezza, dislocati da faglie verticali a direzione E-O e NO-SE.

La risorgenza ha prodotto un sollevamento differenziale del fondo della caldera attraverso la dislocazione di blocchi di differenti dimensioni con generale inclinazione intorno ad un asse orizzontale orientato NE-SO. Il risultato è una struttura a blocchi asimmetrici con il massimo sollevamento nell'area nord-occidentale Rittmann and Gottini 1980, Vezzoli 1988, Orsi et al. 1991, Acocella and Funiciello 1999; de Vita et al. 2006, 2010; Della Seta et al. 2012).

Versante settentrionale M. Epomeo

Parete verticale di circa 200 m del versante settentrionale del M. Epomeo vista dal bosco della Falanga.

L'inizio e la durata della risorgenza non sono precisamente noti. Tuttavia l'inizio di tale processo è precedente a 33.000 anni, in quanto le rocce più antiche che sono state deformate dal blocco risorgente, risalgono a tale età. Evidenze geologiche e vulcanologiche suggeriscono che il processo di risorgenza non è stato continuo nel tempo ed ha avuto luogo attraverso fasi intermittenti di sollevamento (de Vita et al. 2006, 2010; Vezzoli et al. 2009).

La comunità scientifica è conconde nel ritenere la causa della risorgenza intracalderica nell'intrusione di nuovo magma nel sistema magmatico di Ischia. Diversamente, sul meccanismo di risorgenza vi sono ipotesi differenti. Alcuni studi collegano la risorgenza del M. Epomeo, e l'attività vulcanica ad essa legata, a ull'intrusione di un corpo magmatico superficiale di forma laccolitica (Rittmann, 1930; Carlino et al., 2006; Sbrana et al., 2009; Carlino, 2012). La geometria delle strutture e il meccanismo che ha guidato la risorgenza sono connessi alla distribuzione delle intrusioni più supeficiali. Secondo Orsi et al (1991) il sollevamento si è realizzato attraverso un meccanismo che ha determinato l’instaurarsi di un regime di sforzo di tipo compressivo lungo il margine occidentale del blocco risorgente, con la formazione di faglie inverse e l’impossibilità per i magmi di risalire verso la superficie, e di un regime di sforzo di tipo distensivo a est, con la formazione di faglie dirette, che avrebbero facilitato la risalita dei magmi in questo settore.