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ISCHIA - Instabilità gravitativa superficiale

L'instabilità gravitativa superficiale dell'isola d'Ischia

La dinamica dell'instabilità di versante ha influenzato in modo significativo l'attuale morfologia dell'isola d'Ischia. Nel corso degli ultimi 10.000 anni l'isola ha visto un'intensa attività franosa concentrata principalmente in corrispondenza dei versanti del M. Epomeo e lungo la costa. In particolare negli ultimi 5.500 anni sono state individuate quattro fasi principali in cui sono state prodotte sia piccole frane che lahar e valanghe di detrito di maggiore entità (de Vita et al., 2006).
Diversi studi hanno evidenziato che frequentemente l'instabilità gravitativa ha preceduto e seguito l'attività eruttiva, in particolare nei settori orientale e meridionale. Ciò suggerisce che le condizioni di instabilitità di versante sono state indotte dalla riattivazione di faglie e fratture, spesso legate alla risorgenza, che hanno alimentato l'attività vulcanica (Tibaldi and Vezzoli 2004; de Vita et al. 2006; Della Seta et al. 2012).

Mappa degli eventi franosi di Ischia

Carta morfostrutturale dell'area settentrionale e occidentale con distribuzione dei principali corpi di frana (modif. da Della Seta et al., 2012).

1 = DA di Casamicciola (VIII sec. a.C.); 2 = DA di Lacco Ameno; 3 = DA di Falanga (IV sec. a.C.); 4 = DA di Pietre Rosse (IV sec. d.C.); 5 = DA di Citurnia ; 6 = DA di Ciclio (VIII-VII sec. a.C.); 7 = DA di Succhivo (II-III sec. d.C.); 8 = Lahar di Casamicciola (I-II sec. d.C.); 9 = Lahar del 1228; 10 = Lahar di S.Francesco (IV sec. a.C.); 11 = Lahar di Forio (IV sec. a.C.); 12 = Lahar di Citara (II-III sec. d.C.); 13 = Lahar di Cuotto (II-III sec. d.C.); 14 = Slump di Monte Nuovo (IV sec. a.C.); 15 = Slump A (IV sec. a.C.); 16 = Slump B (IV sec. a.C.); 17 = Lahar C (IV sec. a.C.); 18 = Lahar D (IV sec. a.C.); 19 = Lahar del 1881; 20 = Lahar del 1828; 21 = DA di Chiarito (VIII-VII sec. a.C.); 22 = Scivolamento del 1883; 23 = Slump del 1883; 24 = Lahar del 1797. DA=Debris Avalanche.

Le aree di Lacco Ameno-Casamicciola e Forio

Il fungo di Lacco AmenoIl tratto di costa compreso tra Lacco Ameno e Casamicciola è principalmente costiuito da depositi di rock-avalanche (valanghe di detrito) provenienti dai versanti settentrionali del M. Epomeo (Della Seta et al., 2012; Sbrana and Toccaceli, 2011). Il famoso Fungo di Lacco Ameno è un blocco di Tufo Verde del M.Epomeo, modellato dall'erosione marina, che è stato portato in carico e depositato a mare da una rock-avalanche più antica di 6.000 anni.

I depositi da rock-avalanche sono ricoperti da numerosi depositi di colate di fango e di detrito avutosi a seguito di terremoti o forti pioggie in tempi storici. Infatti le cronache storiche riportano più di 15 episodi di rock fall (crolli), debris slide (frana di scivolamento) e flash flodds (dilavamenti e inondazioni) avvenuti nell'area di Casamicciola negli ultimi 100 anni (Santo et al., 2012), spesso con perdita di vite umane. L'ultimo episodio di inondazione è avvenuto nel 2009 causando una vittima e 20 feriti.

Debris avalanche di Falanga-Forio

Limiti del debris avalanche della Falanga (IV sec. d.C.) e  della colata di fango (lahar) di Forio, avvenuto a breve distanza di tempo (a). Nel profilo (b) è ben evidente l'incanalamento del corpo di frana del lahar di Forio all'interno del precedente corpo di frana del debris avalanche di Falanga. Modificato da Della Seta et al., 2012.

L'area di Forio è interessata dal debris/rock avalanche di Falanga (IV sec. d.C.; Della Seta et al., 2012) costituito da numerosi blocchi (anche di alcuni metri di diametro) di diversa natura, immersi caoticamente in una matrice eterogenea di materiali a granulometria più fine. L'estensione del corpo di frana raggiunge il mare e prosegue per centinaia di metri, come testimoniato da indagini batimetriche (D’Argenio et al., 2004; Chiocci et al., 2006; de Alteriis and Violante, 2009).

 

L'area meridionale di Ischia

Nella parte sommersa a sud della costa meridionale dell'isola, recenti indagini marine hanno evidenziato la presenza di un esteso deposito da debris avalanche che rappresenta l'evento di questo tipo a maggiore energia ed estensione mai ritrovato a Ischia (Chiocci and de Alteriis, 2006; de Alteriis and Violante,2009). Esso ricopre un'estensione di circa 250-300 km2 partendo dal piede della scarpata marina meridionale di Ischia per circa 50 Km verso il Golfo di Napoli. Tale deposito è stato associato da alcuni (Tibaldi and Vezzoli, 1998; 2004) a catastrofici eventi di ripetuto collasso parziale del fianco meridionale del M. Epomeo, prodotti dalle diverse fasi di accellerazione della risorgenza calderica.

Ischia debris avalanche

Modello digitale del fondo marino a sud dell'Isola d'Ischia (modificato da Chiocci et al., 2006). Le indagini multibeam hanno evidenziato la presenza di centinaia di grandi blocchi dispersi fino a 18 km di distanza e a 950 m di profondità.

Ultimi 5.000 anni

L’attività vulcanica sull’isola d’Ischia, almeno negli ultimi 5.500 anni, è stata accompagnata dalla  riattivazione di faglie e dalla messa in posto di depositi dovuti all’instabilità gravitativa superficiale dei versanti. Questi depositi evidenziano almeno quattro fasi di intensa erosione e risedimentazione dei depositi vulcanici primari, che si sono verificate rispettivamente tra 5.500 e 2.900, intorno a 2.900, tra 2.600 e 2.300 e tra 2.300 e 1.900 anni fa [Tab. 1; de Vita et al., 2006; Della Seta et al., 2012].

Relazioni stratigrafiche e cronologiche tra i diversi depositi vulcanici e da instabilità dei versanti riconosciuti

Relazioni stratigrafiche e cronologiche tra i diversi depositi vulcanici e da instabilità dei versantiRelazioni stratigrafiche e cronologiche tra i diversi depositi vulcanici e da instabilità dei versantiriconosciuti.

I depositi da movimenti gravitativi superficiali hanno preceduto e seguito di poco i depositi vulcanici primari, dimostrando che le condizioni di instabilità dei versanti sono state indotte dalla riattivazione dei movimenti verticali, responsabili inoltre della formazione di faglie e fratture che hanno alimentato l’attività vulcanica. L’instabilità dei versanti, pertanto, sarebbe la risposta superficiale ad uno stato di disequilibrio gravitativo indotto da deformazioni profonde, connesse con l’intrusione dei magmi che hanno poi alimentato le eruzioni vulcaniche. La stretta relazione tra intrusione magmatica, attivazione di faglie e fratture, vulcanismo e instabilità dei versanti a Ischia, depone a favore dell’esistenza di una complessa sequenza di fenomeni, che si verificano ciclicamente sull’isola.

Ciclicità fenomeni vulcanici e instabilità di versante a Ischia

Il diagramma riportato rappresenta la natura ciclica dei fenomeni che a Ischia si verificano a intervalli variabili di tempo. Allo stato attuale il sistema è in uno stato di quiescenza sia per quanto riguarda l’attività sismica, vulcanica e deformativa, sia per quanto riguarda l’instabilità dei versanti a larga scala. Tuttavia, se in futuro dovesse verificarsi una nuova intrusione magmatica, è possibile ipotizzare che essa potrà essere accompagnata da una ripresa della risorgenza, della sismicità e dell’instabilità dei versanti, e potrà o meno essere seguita dalla ripresa dell’attività vulcanica (de Vita et al., 2006).

 

A cura di F. Sansivero