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Founded in 1841, by Ferdinando II di Borbone, king of "Due Sicilie", the Vesuvius Observatory is the oldest volcanology observatory in the world. Now it is Naples branch of the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV). The Vesuvius Observatory is responsible for monitoring of active volcanoes such as Vesuvius, Campi Flegrei and Ischia


 
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Presentazione del volume: "Il disegno delle eruzioni storiche dell’Etna. Percorsi iconografici dal XVI secolo ad oggi"

Venerdì 26 febbraio 2016 alle ore 10:30

Locandina Presentazione del volume

Venerdì 26 febbraio alle ore 10:30 si terrà, nella Sala conferenze dell'Osservatorio Vesuviano Sezione di Napoli-INGV, la presentazione del libro “Il disegno delle eruzioni storiche dell’Etna. Percorsi iconografici dal XVI secolo ad oggi”, di Tiziana Abate (École Pratique des Hautes Études-Sorbonne) e Stefano Branca (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo). Il volume, edito da Caracol, ripercorre, attraverso una selezione delle rappresentazioni che hanno fatto la storia della cartografia dell’Etna, cinquecento anni - dal XVI secolo a oggi - in cui l’evoluzione del disegno delle eruzioni ha forgiato l’immaginario del territorio etneo.

Interverranno:

Tiziana Abate e Stefano Branca (Autori del volume);

Giuseppe De Natale, Direttore dell'Osservatorio Vesuviano Sezione di Napoli dell’INGV;

Eugenio Privitera, Direttore dell’Osservatorio Etneo, Sezione di Catania dell’INGV.

Scarica locandina e abstract dell'evento


 

Avviso Pubblico per affidamento servizio visite e bigliettazione ROV

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Avviso pubblico per una indagine di mercato per l'affidamento del servizio di assistenza alle visite e bigliettazione presso il Reale Osservatorio Vesuviano

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione di Napoli "Osservatorio Vesuviano" intende avviare una indagine di mercato, a scopo esplorativo, al fine di individuare operatori economici in possesso di competenze tecniche ed organizzative adeguate allo svolgimento del servizio di assistenza alle visite e bigliettazione presso il Reale Osservatorio Vesuviano.

Scarica il bando qui
 

Comunicazione del Direttore: nuove installazioni

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Reti di Monitoraggio: nuove installazioni

Continua l’incremento delle reti di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano. Da qualche giorno sono stati installati tre nuovi importanti sistemi di monitoraggio nelle nostre aree vulcaniche:

  1. Nuova stazione meteo sul Vesuvio, presso il sito di Camaldoli della Torre, del tipo WXT520 - all in one - VAISALA con parametri di umidità, pressione atmosferica, temperatura, velocità e direzione del vento. Tale sensore è senza parti in movimento, a basso impatto ambientale. Il trasferimento dei segnali al centro di sorveglianza è assicurato dalla nostra rete Hiperlan.
  2. Nuova stazione meteo nei Campi Flegrei, in località Bacoli, presso il faro di Capo Miseno, del tipo WXT520 - all in one - VAISALA con parametri di umidità, pressione atmosferica, temperatura, velocità e direzione del vento. Tale sensore è senza parti in movimento, a basso impatto ambientale. Il trasferimento dei segnali al centro di sorveglianza è assicurato dalla nostra rete Hiperlan.

L’Osservatorio Vesuviano ha da poco intrapreso un importante progetto per dotarsi di una fitta rete metereologica, necessaria anche per calibrare meglio misure geochimiche e geofisiche. Ricordando la sua vocazione originaria (il nome attribuito alla fondazione nel 1841 era ‘Reale Osservatorio Meteorologico Vesuviano’) l’Osservatorio ha recentemente stipulato una Convenzione con l’Università Federico II, Dipartimento di Scienze della Terra che gestisce un’ampia rete metereologica, per mettere in comune la propria costituenda rete e quella del Dipartimento in modo da sviluppare un importante polo meteorologico unitario, con collaborazioni tecniche e scientifiche fra i due Istituti.


 
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Il nuovo Calendario 2016 dell’Osservatorio Vesuviano, sezione di Napoli dell’INGV, ha come titolo ‘L'oro di Napoli’

Prima pagina del calendario OV 2015 Quest'anno, il Calendario dell'Osservatorio Vesuviano è dedicato ai vulcani della Città di Napoli, intesa come 'Area Napoletana' o se vogliamo come 'Città Metropolitana': che spazia dal Vesuvio, ad Ischia, ai Campi Flegrei. I grandi Tesori di questa città, tra le più antiche d'Europa e da sempre, in ogni epoca, al centro della Storia e della Cultura del Mondo, sono qui esemplificati attraverso i suoi vulcani. ‘L'Oro di Napoli', il soggetto del calendario, è rappresentato dallo splendore del territorio, della cultura e dalla passione del suo popolo, ed è legato indissolubilmente ai vulcani che lo circondano. I vulcani gli hanno infatti donato la fertilità, lo splendore del paesaggio e del clima, il calore ed il sapore delle sue acque, la dolcezza delle colline ed il riparo delle sue insenature naturali; ed hanno sempre costituito, per l'umanità che abita ed ama questo territorio da almeno 4000 anni, un'attrattiva irresistibile. Il significato che abbiamo voluto dare al titolo, e quindi al Calendario di quest’anno, è quello di guardare ai vulcani non solo come rischio incombente, ma anche e soprattutto come grandi risorse del territorio, così come sono stati considerati da sempre. Nelle immagini del Calendario abbiamo voluto sintetizzare l’impronta di bellezza e di forza data alla nostra terra dai suoi vulcani, ed insieme la loro forte interazione con la Storia e la Cultura di queste aree. Una presenza immanente che deve certamente, oggi più che mai, ammonirci al rispetto della natura vulcanica, ricchissima ma anche pericolosa, utilizzando la conoscenza per difenderci dalle manifestazioni più devastanti, per fortuna rare, dei vulcani stessi. Un omaggio a Napoli insomma; alla sua bellezza ed alla sua passione, che sottintende anche un forte auspicio per il futuro: che il rischio vulcanico sia visto oggi come un’occasione per ridisegnare e rendere più sicura e fruibile una delle aree più belle del Mondo, valorizzando nel contempo al massimo le grandi risorse che i vulcani ci offrono.

Puoi scaricare qui la versione completa del calendario in formato pdf.


 

Comunicazione del Direttore: sismogrammi via web

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Ritardo di 10 minuti ai segnali sismici mostrati sul nostro web

Rispondo a diversi cittadini che ci chiedono perché abbiamo ritardato di 10 minuti i segnali sismici mostrati sul nostro web. Preciso che ciò è stato fatto per motivi tecnici a fronte di problemi dovuti al grande afflusso su tali pagine durante gli eventi sismici di una certa rilevanza (es. sciami), che causano la caduta del sistema con oscuramento del web per diversi minuti. Stiamo quindi ristrutturando completamente il sito web, trasferendo su una piattaforma più stabile almeno le pagine più importanti relative alla comunicazione, cosicchè possiamo poi riconsiderare il ripristino dei segnali in tempo reale.


 

Comunicazione del Direttore: nuove installazioni

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Reti di Monitoraggio: nuove installazioni

Continua l’incremento delle reti di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano. Da qualche giorno sono stati installati tre nuovi importanti sistemi di monitoraggio nelle nostre aree vulcaniche:

  1. Nuovo punto stazione sismica a larga banda 3C a Capo Miseno, con ponte radio per migliorare significativamente la copertura per l’invio dei segnali delle reti flegree al Centro di Monitoraggio in Via Diocleziano 328, Napoli.
  2. Nuova stazione mareometrica a Napoli - Molo San Vincenzo, dove a breve sarà anche installato un ricevitore GPS.
  3. Nuova stazione meteo sul Vesuvio, presso la nostra sede di Ercolano, del tipo WXT520 - all in one - VAISALA con parametri di umidità, pressione atmosferica, temperatura, velocità e direzione del vento. Tale sensore è senza parti in movimento, a basso impatto ambientale. Il trasferimento dei segnali al centro di sorveglianza è assicurato dalla nostra rete Hiperlan.

L’Osservatorio Vesuviano ha da poco intrapreso un importante progetto per dotarsi di una fitta rete metereologica, necessaria anche per calibrare meglio misure geochimiche e geofisiche. Ricordando la sua vocazione originaria (il nome attribuito alla fondazione nel 1841 era ‘Reale Osservatorio Meteorologico Vesuviano’) l’Osservatorio ha recentemente stipulato una Convenzione con l’Università Federico II, Dipartimento di Scienze della Terra che gestisce un’ampia rete metereologica, per mettere in comune la propria costituenda rete e quella del Dipartimento in modo da sviluppare un importante polo meteorologico unitario, con collaborazioni tecniche e scientifiche fra i due Istituti.


 
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Riapre il Real Osservatorio Vesuviano

A partire da luglio 2015 sarà possibile visitare il Reale Osservatorio Vesuviano, riaperto dopo importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento strutturale. Grazie ad una convenzione con il Parco del Vesuvio sarà possibile acquistare un biglietto cumulativo per la visita al cratere del Vesuvio ed al Reale Osservatorio Vesuviano.

L’Osservatorio Vesuviano, primo Istituto al mondo per lo studio dei fenomeni vulcanici, fu fondato nel 1841 per volere di Ferdinando II di Borbone come avamposto per l’osservazione diretta dell’attività del Vesuvio, ed è da sempre meta ambita di studiosi italiani e stranieri.

 

Database sismogrammi storici Osservatorio Vesuviano

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E' disponibile online il Database dei sismogrammi storici dell'Osservatorio Vesuviano, che raccoglie le scansioni digitali di numerosi sismogrammi, registrati al Vesuvio nel periodo compreso fra il 1915 ed il 1944.

Il database è accessibile mediante il seguente LINK.

carta 1943

 


 

Emissioni in mare di fronte al Porto di Napoli

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Nella mattina del 24 marzo, il personale dell'Osservatorio Vesuviano (OV) - sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  (INGV), si è imbarcato sulle motovedette della guardia costiera al fine di monitorare il fenomeno osservato in questi giorni nelle acque antistanti San Giovanni a Teduccio.