Home Page Osservatorio Vesuviano
Home Museo Sede storica

La sede storica dell'Osservatorio Vesuviano

museo Osservatorio VesuvianoLa sede storica dell'Osservatorio Vesuviano è un elegante edificio realizzato in severo ordine neodorico, su progetto dell'architetto Gaetano Fazzini (1806-1878); i lavori di costruzione impegnarono le maestranze dal 1841 fino al 1848, anno in cui venne consegnata definitivamente la sede al direttore Macedonio Melloni, anche se l'inaugurazione dell'Osservatorio Vesuviano era già avvenuta nel 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati a Napoli.Ubicata sul Colle del Salvatore, a 608 m s.l.m. è raggiungibile, con una breve deviazione, dalla strada che conduce al cratere del Vesuvio da Ercolano. La palazzina si erge su tre piani. La facciata volge a mezzogiorno e sfrutta due livelli con ingressi autonomi e corrispondenti in verticale, dei quali quello al piano nobile diventa il vero ingresso monumentale, con un pronao delimitato da un colonnato, al quale si accede tramite una scala in pietrarsa raccordata a due rampe laterali. Sulla facciata principale, due dischi in marmo portano incise le scale di una meridiana e i mesi di un calendario. Al centro, una lapide rettangolare ricorda la fondazione dell'Osservatorio per volontà del re Ferdinando II.

sala_palmieriAmpie e panoramiche terrazze, destinate anche alle osservazioni esterne, sono ricavate sia al primo, sia al secondo piano. Al primo piano, un'elegante sala a pianta ottagonale, perciò detta Sala Ottagona, era destinata a ospitare il busto in marmo di Ferdinando II, realizzato per l'occasione da Tito Angelini (1804-1878).

Al secondo piano dell'edificio storico dell'Osservatorio Vesuviano si trova la Gran Sala - oggi Salone Palmieri - ornata con sei edicole inquadrate da lesene con capitelli e timpani decorati con cornici e iscrizioni in gesso.

Le decorazioni del soffitto furono affidate a Gennaro Maldarelli (1795-1858). Dei nove dipinti originari, solo i cinque centrali sono giunti fino a noi, fortunatamente recuperati dopo un delicato intervento di restauro recentemente condotto.

tele del salone Palmieri

Minerva e PrometeoSu due pareti vi sono inoltre due iscrizioni in latino, di cui si riporta la traduzione a cura del dott. di Antonio Nazzaro, ex ricercatore dell'Osservatorio Vesuviano oggi in pensione.

1. (Parete Sud)

"Ferdinando II dedito al bene delle Scienze volle la costruzione di una specola destinata all'osservazione di ciò che tra cielo e terra va ricordato, adatta all'indagine delle cause delle vesuviane conflagrazioni e non soltanto in Italia, ma in tutte le contrade a lungo desiderata, raggiungibile con via rotabile fino alla cima del monte aperta tra tortuosi tornanti. E la dotò di ogni attrezzatura e di una ben fornita biblioteca."

2. (Parete Nord)

"Queste stanze, sorte con gran giovamento dello studio dei fenomeni naturali, Ferdinando II, emulo della magnificenza degli avi e del padre, fondò il 3 settembre del 1841, ponendo a fondamenta la pietra tanto attesa, e ornata di opere raffinate, fornite di ogni corredo, le inaugurò il 28 settembre 1845 nella settima adunanza sulle Scienze Naturali indetta a Napoli"