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L'Osservatorio Vesuviano è una istituzione pubblica dedicata alla ricerca vulcanologica e geofisica e alla sua applicazione al monitoraggio dei vulcani attivi. Fondato nel 1841 dal re delle due Sicilie Ferdinando II di Borbone, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Dal 2001 è la Sezione di Napoli dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Monitoraggio dei vulcani: Bollettini
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Informazioni principali sull’attività dell’area dei Campi Flegrei relative al mese di Giugno 2017. PDF


 

Comunicazione della Direzione del 09.07.2017 ore: 12:30

Da molte ore un incendio, divampato a circa 600 m. di quota sulle pendici del Vesuvio, minaccia da vicino la nostra Sede Storica, il primo Osservatorio Vulcanologico al mondo. Un luogo dove si è fatta la storia della vulcanologia e che oggi custodisce un inestimabile patrimonio storico strumentale, un’importante collezione mineralogica, oltre a percorsi formativo-didattici e divulgativi e molto, molto altro.

I Vigili del Fuoco, che da giorni si stanno spendendo per circoscrivere un fenomeno che purtroppo diventa consueto ogni estate, hanno magistralmente contrastato l’avanzata del fronte di fuoco. A loro, a tutte le istituzioni che sono prontamente intervenute e all’esperto pilota del Canadair, che in questo momento sta operando per risolvere la situazione, va tutta la nostra, infinita, riconoscenza.

Qui un breve video delle attività attualmente in corso (Filmato realizzato da Guido Farina).


 

Avviso ai fornitori

Si comunica che, in applicazione del D.L. n. 50 del 24/04/2017 convertito in L. n. 96/2017, a decorrere dal 1 luglio 2017 è esteso anche all’INGV l'obbligo di applicare il meccanismo impositivo ai fini Iva previsto dall' art. 17-ter del DPR 633/1972 denominato "scissione dei pagamenti" o "split payment".

Pertanto, dal 1 luglio 2017, entra in vigore l'obbligo di emettere fattura elettronica con l'indicazione dell'imponibile e dell'Iva, a norma dell'art. 21 del DPR 633/1972, ma il campo " esigibilità IVA " dovrà essere valorizzato con la lettera " S " per indicare il regime di cui sopra. I Fornitori sono pertanto pregati di attenersi alle nuove disposizioni normative


 

COMUNICATO DEL DIRETTORE del 18/05/2017

In relazione a recenti articoli di giornali e servizi televisivi riguardanti i risultati di pubblicazioni scientifiche su possibili evoluzioni della attività dei Campi Flegrei si ribadisce che i risultati delle ricerche hanno valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di Protezione Civile. Si ricorda che dal dicembre 2012 i Campi Flegrei, che vengono continuamente monitorati e studiati da INGV, sono a livello di allerta "giallo" (livello di attenzione) e che negli ultimi mesi il quadro generale delle anomalie continua a mostrare l’andamento già in corso da diversi anni.

Dettagli aggiornati sull’attività dei vulcani campani sono disponibili nei Bollettini di Sorveglianza (http://www.ov.ingv.it/ov/it/bollettini.html) e in particolare per i Campi Flegrei anche al link: http://www.ov.ingv.it/ov/bollettini-campi-flegrei.pdf.



 

Storia dell'Osservatorio Vesuviano

Sede storica

L'Osservatorio Vesuviano è la più antica istituzione scientifica dedicata allo studio dei vulcani, la cui fondazione risale al 1841. La sua sede originaria, un elegante edificio di gusto neoclassico progettato dall'arch. G. Fazzini, è ubicata sul Vesuvio, sul Colle del Salvatore, tra Ercolano e Torre del Greco, a 608 metri di quota.

Il luogo scelto si mostrava particolarmente adatto, in quanto sufficientemente distante dal cratere da non essere raggiunto dai lapilli e dai proietti di grosse dimensioni, e abbastanza elevato sull'originario piano di campagna, tanto da non essere interessato dalle colate di lava che furono eruttate dopo la sua costruzione.

La richiesta di fondare l'Osservatorio fu avanzata al Governo Borbonico nel 1806 e nel 1829 da Teodoro Monticelli, segretario perpetuo dell'Accademia delle Scienze di Napoli.

1839 - La richiesta di fondare l'Osservatorio è accolta dal Re Ferdinando II . Nelle intenzioni del Re e del suo ministro Nicola Santangelo, fervido sostenitore del progresso della tecnologia e delle scienze, l'Osservatorio doveva costituire un luogo di ricerca ed osservazione dei fenomeni naturali.