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Attività recente del Vesuvio

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vesuvio-recente Il Vesuvio attualmente è caratterizzato dalla presenza di un sistema idrotermale, che alimenta un campo di fumarole all'interno del cratere, ed è sede di una modesta sismicità rappresentata da alcune centinaia di piccoli terremoti per anno. Solo i maggiori di questi eventi sono avvertiti dalla popolazione residente nell'area. L'ultima eruzione si è verificata nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, ed ha provocato molti danni e diversi morti. 

vesuvio-recentePrima dell' eruzione del 1944 il Vesuvio si trovava in condizioni di condotto aperto e presentava attività intracraterica pressochè permanente. Nel periodo dal 1631 al 1944 le eruzioni sono state numerosissime, non meno di 50. Fonti storiche riportano che durante questo periodo l'attività sismica è stata intensa e le maggiori eruzioni sono state precedute da sciami di terremoti distintamente avvertiti dalla popolazione.

Per le fasi più antiche di questa attività non si dispone di dati scientifici, poichè all'epoca non esistevano strumenti adatti a misurare i fenomeni sismici e vulcanici. Tuttavia, l'attività storica del Vesuvio è molto ben documentata in quanto i primi sistemi al mondo per il monitoraggio strumentale di un vulcano sono nati con l'istituzione dell'Osservatorio Vesuviano e risalgono alla seconda metà dell'800, quando il Vesuvio, molto attivo in quel periodo, diventò un laboratorio naturale per la sperimentazione di strumentazione sismometrica pionieristica. Questa strumentazione era generalmente progettata e realizzata da illustri scienziati che lavoravano presso l'Osservatorio Vesuviano, come Luigi palmieri a cui si deve il primo sismoscopio elettromeccanico.

Sismicità

L'istogramma che segue mostra il numero di terremoti per anno. Gli eventi sismici, i cui ipocentri sono rappresentati nella figura successiva, risultano localizzati nell'area craterica.

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Gli eventi sismici del Vesuvio hanno profondità ipocentrali comprese nei primi 6 km e valori di magnitudo che raramente risultano maggiori di 3.0.

Localizzazioni ipocentrali degli eventi del Vesuvio

Le caratteristiche spettrali degli eventi sismici, i meccanismi focali e la forma d'onda sono tali da far attribuire il meccanismo sorgente a fenomeni di fratturazione delle rocce. Tali eventi si definiscono vulcano-tettonici e non sono direttamente associati al movimento di masse magmatiche.

Geodesia

Le misure geodetiche dell'area vesuviana si effettuano tramite:

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  • rete GPS permanente in registrazione continua;
  • rete tiltmetrica in registrazione continua;
  • rete mareografica in registrazione continua;
  • campagne di livellazione periodiche;
  • campagne gravimetriche periodiche;
  • idrometrografo digitale ad acquisizione continua.

Le misure effettuate non evidenziano alcun fenomeno deformativo significativo; solo in alcune aree di estensione limitata sono stati osservati fenomeni di subsidenza che molto probabilmente non sono legati alla dinamica del vulcano. Le stazioni GPS ubicate nella parte alta dell’edificio vulcanico mostrano una subsidenza di pochi mm/anno, probabilmente dovuta a processi di compattazione e/o scivolamento di terreni poco coerenti ed in forte pendenza. 

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Geochimica

Le osservazioni geochimiche dell’area Vesuviana consitono nel monitorare il processo di degassamento nell’area craterica e nello studiare le emissioni fumaroliche presenti al fondo e sul bordo del cratere. Tali osservazioni avvengono tramite stazioni in continuo e misurazioni periodiche del flusso di CO2 e misure delle temperature superficiali del suolo mediante una telecamera all'infrarosso (a cadenza giornaliera tramite rete TIIMNet con telecamera fissa, con misure giornaliere, e telecamera portatile con misure mensili.

Le misure discontinue di flusso di CO2 nel bordo orientale del cratere non evidenziano variazioni significative rispetto ai periodi precedenti. I parametri chimici delle fumarole non hanno mostrato variazioni significative rispetto ai periodi precedenti. Non si osservano variazioni significative nelle misure delle temperature superficiali del suolo.