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Campi Flegrei - attività recente

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22-small L'area vulcanica dei Campi Flegrei è stata sempre caratterizzata da intensi fenomeni deformativi, con forti variazioni del livello del suolo. Le manifestazioni più recenti di questi fenomeni sono rappresentate dalle due crisi di bradisismo del '70-'72 e del '82-'84, durante le quali si è verificato un sollevamento massimo complessivo di oltre 3 m. In occasione di queste crisi si è avuta una intensa attività sismica. In particolare l'ultima crisi è stata accompagnata da oltre 10.000 terremoti, spesso in sciami. In questi periodi di rapida deformazione del suolo si è osservato anche un incremento dell'attività idrotermale nella zona della Solfatara, in cui si trova un esteso campo di fumarole. Dopo il 1984 nell'area flegrea è iniziato un processo di lento abbassamento del suolo. Episodi minori di sollevamento si sono avuti nel 1989 e nel 2000, mentre nel 1994 si è avuto un temporaneo arresto dell'abbassamento del suolo. Dal 2004 l'area mostra un trend in leggero sollevamento. Gli episodi minori di sollevamento sono stati accompagnati da modesta sismicità, rappresentata da sciami di terremoti di piccola Magnitudo. A partire dal ottobre 2004 è iniziato un periodo di debole sollevamento che nel maggio 2005 ha raggiunto un valore di circa 11 millimetri. Nel periodo da maggio a ottobre 2005 si è avuta una stasi del fenomeno di risalita del suolo, mentre da novembre 2005 a marzo 2006 si è verificato un nuovo sollevamento di 13 mm. Una sintesi della storia delle deformazioni del suolo ai Campi Flegrei è rappresentata nelle due figure che seguono. Queste figure mostrano le variazioni di quota del caposaldo n.25, sul Corso Umberto di Pozzuoli misurate attraverso livellazioni geometriche.

Quota del caposaldo 25 a Pozzuoli dal 1968
Quota del caposaldo 25 a Pozzuoli dal 1985

Geodesia

Le misure geodetiche dell'area flegrea si effettuano tramite:

  • rete GPS permanente in registrazione continua;
  • rete tiltmetrica in registrazione continua;
  • rete mareografica in registrazione continua;
  • campagne di livellazione periodiche;
  • campagne gravimetriche periodiche;
  • elaborazione dei dati di Interferometria SAR.

Nell’area flegrea le misure geodetiche evidenziano un progressivo sollevamento del suolo a partire dal 2008. Alla fine del 2007, dopo una fase di subsidenza, successiva al sollevamento 2004-2006 (+ 4 cm), è iniziata una nuova fase di sollevamento generale dell’area che è proseguita fino a tutto il 2010 alla velocità media di + 1 cm/anno. Tra aprile e giugno 2011, la velocità del sollevamento è aumentata fino a 1cm/mese, per poi ritornare ai valori medi precedenti. Questa evoluzione è ben evidenziata dalla serie temporale delle variazioni in quota della stazione permanente GPS di RITE, localizzata a Pozzuoli nell’area di massima deformazione verticale.

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Serie temporale delle variazioni settimanali in quota della stazione di RITE (Pozzuoli) dal 2004 ad oggi.

Nel periodo 2008-2011, anche le componenti Nord ed Est delle serie temporali GPS evidenziano significativi spostamenti planimetrici, coerenti con una fenomenologia di inflazione localizzata nell’area di Pozzuoli.

mappa_def_planimetria_2008_2010

Spostamenti planimetrici dell’area flegrea nel periodo 2008-2010.

Sismicità

L'area dei Campi Flegrei è sede di una modesta sismicità che si presenta generalmente a sciami.

localizzazione dei terremoti ai Campi Flegrei

La sismicità nei periodi di più intensa deformazione del suolo aumenta considerevolmente sia come Magnitudo degli eventi che come frequenza di accadimento dei terremoti o degli sciami sismici. Nei periodi 1970-1972 e 1982-1984 la sismicità è stata tale da danneggiare gravemente il patrimonio architettonico di Pozzuoli e in tutti e due i casi è stato necessario il ricorso all'evacuazione  della popolazione residente nell'area.

Dal 2000 a oggi si sono avuti oltre 10 sciami sismici ed alcuni eventi individuali. Tutti questi terremoti hanno avuto Magnidudo molto bassa, generalmente < 1.

magnitudo eventi sismici flegrei

Nei primi sei mesi del 2011 è stato registrato un totale  di 62 eventi vulcano-tettonici. La magnitudo di questi eventi è in genere inferiore ad 1.0. In tabella sono riportati gli eventi con M>=0.7.

Terremoti registrati ai Campi Flegrei nel primo semestre del 2011
Data Ora:min (GMT) Lat Lon Prof Mag
2011/02/07 07:04:03 40°50’30” 14°08’19” 2,0 1,1
2011/04/10 12:11:1 40°52’07” 14°06’56” 2,0 1,4
2011/05/18 16:39:12 40°50’33” 14°10’22” 2,26 0,7
2011/05/19 00:39:55 40°50’33” 14°10’07” 2,45 1,5

La maggior parte degli eventi localizzati ricade nell’area della Solfatara che è la stessa interessata dalla maggior parte degli eventi sismici negli ultimi anni. La maggior parte degli eventi risulta concentrata all’interno degli sciami sismici riportati nella tabella seguente.

Inizio sciame Fine sciame N. eventi Mmax
07/02 06:26 07/02 07:21 42 1,1
10/05 07:48 10/05 08:32 5 -0,8
13/05 01:07 13/05 02:26 7 -0,1

La recente attività registrata ai Campi Flegrei, pur non rappresentando una variazione significativa nello stato di attività dell'area vulcanica è tenuta continuamente sotto controllo ed è oggetto di approfondite analisi.

Per visualizzare gli epicentri dei terremoti recenti ai Campi Flegrei consultare la pagina Banca Dati Simologica dei vullcani della Campania.

Geochimica

Le osservazioni geochimiche nell’area flegrea consitono in misure in corrispondenza dell'area craterica della Solfatara di Pozzuoli della zona dei Pisciarelli (versante esterno di NE dell'edificio della Solfatara), di Agnano e delle Terme di Agnano.

Il monitoraggio geochimico avviene tramite:

  • stazioni in continuo di misurazioni del flusso di CO2
  • campagne periodiche di misurazioni del flusso di CO2 e delle temperature superficiali del suolo
  • misure periodiche della pressione dinamica in corrispondenza delle principali fumarole alla Solfatara
  • campagne mensili di misura della temperatura al suolo con una telecamera mobile all'infrarosso termico in punti significativi dei Campi Flegrei
  • misure giornaliere a Solfatara e Pisciarelli con telecamera fissa all'infrarosso termico.

A partire dal 2006, alle fumarole della Solfatara, va segnalata la continua e lenta crescita del rapporto CO2/H2O e dei valori di temperatura misurati dalla telecamera all'infrarosso termico, indicativa, secondo le più recenti interpretazioni, di un progressivo aumento nella frazione di fluidi magmatici nei gas emessi dalle fumarole.