Ischia
Stato attuale
Il sistema di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano non evidenzia variazioni significative nello stato di attività dell'area vulcanica.
A Ischia sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità e delle deformazioni del suolo. Le emissioni di gas sono monitorate effettuando misure e campionamenti periodici. Inoltre si effettuano periodiche campagne per la misura di particolari parametri geofisici e geochimici. I dati prodotti dagli strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi automatici e controllati dai ricercatori dei diversi settori.
Sismicità
Attualmente, la sismicità di Ischia è monitorata dalla rete di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano. Sull'isola sono installate 3 stazioni sismiche (2 a componente verticale ubicate a Forio ed a Castello d'Ischia e 1 a tre componenti ubicata a Casamicciola) che trasmettono in continuo i segnali sismici al Centro di Sorveglianza. Ogni anno le stazioni sismiche rilevano pochi eventi di bassa energia; in particolare, nel corso del I semestre 2007 è stato registrato un solo evento con Magnitudo 1.3, verificatosi il 6 giugno alle 9:25, ora locale, la cui localizzazione è mostrata nella figura.
In passato sull'isola si sono verificati forti terremoti che hanno provocato ingenti danni. In particolare, gli eventi sismici del 1881 e 1883 ebbero effetti disastrosi.
Il terremoto del 4 Marzo 1881 provocò gravi danni a Casamicciola e a Lacco Ameno e fu avvertito anche in altre località.
Il terremoto del 28 Luglio 1883 fu l'evento più catastrofico avvenuto sull'isola negli ultimi secoli. Il sisma distrusse gran parte della cittadina di Casamicciola e fu distintamente avvertito in tutta l'isola con particolare intensità a Lacco Ameno e Forio. Questo terremoto, avvertito anche a Napoli, fu seguito da numerose repliche.
Geodesia
Le misure geodetiche sull'isola d'Ischia si effettuano tramite:
- rete GPS permanente in registrazione continua;
- campagne di livellazione periodiche;
- campagne gravimetriche periodiche.
Il dati raccolti evidenziano una tendenza alla subsidenza nel settore centro-meridionale dell'isola e nel settore nord-occidentale.
Storia eruttiva
Ischia è un complesso vulcanico che ha avuto diversi periodi di attività ed ha dato luogo anche a grandi eruzioni esplosive, come quella del Tufo Verde verificatasi circa 55.000 anni dal presente. L'ultima eruzione è avvenuta nel 1302 ed ha portato alla formazione della colata dell'Arso.
Vulcanismo più antico dell'eruzione del Tufo Verde dell'Epomeo
Sin da 150.000 anni (età delle rocce più antiche datate) si registra attività vulcanica sull'isola, anche se sono visibili in affioramento rocce più antiche di cui non è nota l'età. Verosimilmente esisteva un complesso vulcanico, oggi in buona parte eroso e sepolto, i cui resti si rinvengono principalmente nel settore sud-orientale dell'isola. I prodotti dell'attività successiva alla formazione di questo complesso sono costituiti da piccoli duomi lavici situati lungo le coste dell'isola ed hanno un'età compresa tra 150.000 e 74.000 anni.
Eruzione del Tufo Verde dell'Epomeo (55.000 anni)
L' eruzione, fortemente esplosiva, del Tufo Verde dell'Epomeo è responsabile della formazione di una caldera che verosimilmente occupava la zona in cui oggi si trova la parte centrale dell'isola. L'eruzione del Tufo Verde determinò la formazione di flussi piroclastici che andarono a colmare parzialmente la depressione calderica, frattanto invasa dal mare, ed a ricoprire in parte le zone allora emerse. Il Tufo Verde depositato in ambiente subacqueo è attualmente esposto al M. Epomeo e si distingue per la tipica colorazione verde dovuta al lungo contatto con l'acqua di mare. Il Tufo Verde depositato in ambiente subaereo, è attualmente esposto al M. Vico, a Sant'Angelo ed alla Scarrupata di Barano, lungo la periferia dell'isola; esso non presenta colorazione verde.
Vulcanismo di età compresa tra 55.000 e 33.000 anni
Dopo l'eruzione del Tufo Verde, l'attività vulcanica è proseguita con una serie di eruzioni esplosive, fino a circa 33.000 anni fa. Le rocce originate nel corso di queste eruzioni sono esposte lungo le falesie tra S. Angelo e Punta Imperatore, a Citara e a Monte Vico. Esse sono attribuite a centri eruttivi che erano ubicati lungo i margini sud-occidentale e nord-occidentale dell'isola.
Vulcanismo di età compresa tra 28.000 e 18.000 anni
L'attività vulcanica, iniziata con l'eruzione di Grotta di Terra avvenuta circa 28.000 anni fa lungo la costa sud-orientale dell'isola, è continuata sporadicamente fino a 18.000 anni fa, con eruzioni effusive ed esplosive. Le rocce appartenenti a questo periodo di attività sono ben esposte alla Grotta di Terra, Grotta del Mavone, al M. di Vezzi, nell'area di S. Anna e Carta Romana, a M. Cotto, Campotese e tra Punta Imperatore e Sant'Angelo.
Vulcanismo di età inferiore a 10.000 anni
Il terzo periodo di attività è cominciato circa 10.000 anni fa, dopo un periodo di stasi relativamente lungo, ed è proseguito anche in epoca storica con una serie di eruzioni, di cui l'ultima avvenuta nel 1302 d.C. determinando la formazione della colata lavica dell'Arso. Questo periodo è stato caratterizzato da un'intensa attività vulcanica sia effusiva che esplosiva. La maggior parte dei centri eruttivi attivi in questo periodo è situata nella depressione posta ad est del M. Epomeo e comprende Selva del Napolitano, M. Trippodi, Costa Sparaina, area di Cantariello, Posta Lubrano, M. Rotaro, Fondo d'Oglio e Montagnone, Punta La Scrofa, Cafieri, S. Alessandro, Ischia Porto, Vateliero, Cava Nocelle, Molara, Arso e Fondo Bosso. Solo alcuni centri, come ad esempio quelli da cui si sono originati la colata lavica di Zaro e il deposito piroclastico dell'unità di Chiarito, sono ubicati al di fuori dell'area descritta.
